MADE IN USA - Pier Maria Bocchi - Hollywoodland: alle origini del mito
MADE IN USA - Pier Maria Bocchi - Hollywoodland: alle origini del mito
MADE IN USA

Durata: 120 min

Lingua: Italiano

Anno: 2026

Critica Sono gli aneddoti, le chiacchiere e i pettegolezzi che caratterizzano e marchiano a fuoco la nascita e i primi lustri di Hollywood. Ma la Storia del Cinema (non soltanto Americano) non sarebbe la stessa senza le invenzioni, la genialità e il mercato della cosiddetta Babilonia hollywoodiana, un luogo e un tempo dove la febbre del cinema possiede le medesime “qualità”, fra ambizione e frenesia, della febbre dell’oro. Qui hanno origine le leggende e ha origine, soprattutto, il mito, così come l’abbiamo sempre conosciuto e come lo conosciamo ancora oggi, in una terra di profonde e velocissime trasformazioni, di progettualità senza limiti e di espansionismo incontrollabile. E mentre anche Los Angeles stessa corre verso il futuro, i film e i registi si susseguono senza soluzione di continuità, in una tensione verso la modernità che dal muto conduce al sonoro. Da Charlie Chaplin e David W. Griffith a Il cantante di jazz (1927): il cinema cresce, cambia, diventa grande!canta le note sbagliate e in modo stonato”. Poi, nel 1969, arriva Space Oddity, che finalmente sale nelle classifiche. E il glam rock, Ziggy Stardust, Aladdin Sane, il Duca Bianco, e tutti gli altri personaggi: tutta la carriera musicale di David Bowie (tra l’altro, uno dei primi, attentissimi al lavoro sui video) è da guardare letteralmente come un film che si snoda come testimonianza di quarant’anni di costume e stile (oltre che di innovazioni sonore). Ma la sua partecipazione al cinema è più ricca e complessa: Bowie ha una faccia da cinema, spesso inquietante. L’uomo che cadde sulla Terra, il vampiro che invecchia di Miriam si sveglia a mezzanotte, Ponzio Pilato dell’Ultima tentazione di Cristo, l’agente che dice di aver vissuto in un incubo per due anni in Fuoco cammina con me, il cattivo del Mio West, il misterioso Tesla di The Prestige. E naturalmente il soldato di Furyo di Nagisa Oshima, la star di Absolute Beginners di Julien Temple, il re dei Goblin di Labyrith di Jim Henson. E molti altri. Ed esperimenti video, televisivi (Baal di Brecht).

Nessun altro Paese più degli Stati Uniti ha trovato nel cinema un mezzo di costruzione della propria mitologia, di racconto della prima società, di rappresentazione della propria identità. E, quasi inevitabilmente, nessun altro Paese più degli Stati Uniti ha contribuito a inventare e reinventare, definire e ridefinire il cinema – in quanto industria, tecnologia, forma di racconto, esperienza spettatoriale –, aggiornando continuamente la sua contemporaneità e vitalità.

Made in USA intende attraversare la storia del cinema statunitense, dalle origini, tra New York e Hollywood, ai giorni nostri, alle prese con la svolta algoritmica, privilegiando proprio il dialogo tra film e società, storia e rappresentazione, realtà e finzione. Gli Stati uniti, in fondo, sono anche una straordinaria, complessa, contraddittoria invenzione visiva, come il nostro presente testimonia benissimo.

120 min

Lingua: Italiano

Anno: 2026

Critica Sono gli aneddoti, le chiacchiere e i pettegolezzi che caratterizzano e marchiano a fuoco la nascita e i primi lustri di Hollywood. Ma la Storia del Cinema (non soltanto Americano) non sarebbe la stessa senza le invenzioni, la genialità e il mercato della cosiddetta Babilonia hollywoodiana, un luogo e un tempo dove la febbre del cinema possiede le medesime “qualità”, fra ambizione e frenesia, della febbre dell’oro. Qui hanno origine le leggende e ha origine, soprattutto, il mito, così come l’abbiamo sempre conosciuto e come lo conosciamo ancora oggi, in una terra di profonde e velocissime trasformazioni, di progettualità senza limiti e di espansionismo incontrollabile. E mentre anche Los Angeles stessa corre verso il futuro, i film e i registi si susseguono senza soluzione di continuità, in una tensione verso la modernità che dal muto conduce al sonoro. Da Charlie Chaplin e David W. Griffith a Il cantante di jazz (1927): il cinema cresce, cambia, diventa grande!canta le note sbagliate e in modo stonato”. Poi, nel 1969, arriva Space Oddity, che finalmente sale nelle classifiche. E il glam rock, Ziggy Stardust, Aladdin Sane, il Duca Bianco, e tutti gli altri personaggi: tutta la carriera musicale di David Bowie (tra l’altro, uno dei primi, attentissimi al lavoro sui video) è da guardare letteralmente come un film che si snoda come testimonianza di quarant’anni di costume e stile (oltre che di innovazioni sonore). Ma la sua partecipazione al cinema è più ricca e complessa: Bowie ha una faccia da cinema, spesso inquietante. L’uomo che cadde sulla Terra, il vampiro che invecchia di Miriam si sveglia a mezzanotte, Ponzio Pilato dell’Ultima tentazione di Cristo, l’agente che dice di aver vissuto in un incubo per due anni in Fuoco cammina con me, il cattivo del Mio West, il misterioso Tesla di The Prestige. E naturalmente il soldato di Furyo di Nagisa Oshima, la star di Absolute Beginners di Julien Temple, il re dei Goblin di Labyrith di Jim Henson. E molti altri. Ed esperimenti video, televisivi (Baal di Brecht).

Nessun altro Paese più degli Stati Uniti ha trovato nel cinema un mezzo di costruzione della propria mitologia, di racconto della prima società, di rappresentazione della propria identità. E, quasi inevitabilmente, nessun altro Paese più degli Stati Uniti ha contribuito a inventare e reinventare, definire e ridefinire il cinema – in quanto industria, tecnologia, forma di racconto, esperienza spettatoriale –, aggiornando continuamente la sua contemporaneità e vitalità.

Made in USA intende attraversare la storia del cinema statunitense, dalle origini, tra New York e Hollywood, ai giorni nostri, alle prese con la svolta algoritmica, privilegiando proprio il dialogo tra film e società, storia e rappresentazione, realtà e finzione. Gli Stati uniti, in fondo, sono anche una straordinaria, complessa, contraddittoria invenzione visiva, come il nostro presente testimonia benissimo.
Sabato 21/03/2026
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