MADE IN USA - Federico Pedroni - Stelle (e strisce): il grande cinema classico
MADE IN USA - Federico Pedroni - Stelle (e strisce): il grande cinema classico
MADE IN USA

Durata: 120 min

Lingua: Italiano

Anno: 2026

Critica Dopo la prima grande rivoluzione del cinema, l’avvento del sonoro, Hollywood inizia una nuova fase e definisce quello che sarà il “canone” di riferimento per i manuali di storia. L’affermazione dei grandi studios, la definizione dello star system, la nascita di una nuova generazione di autori americani a cui si aggiungono quasi tutti i maggiori registi europei, in fuga dall’Europa in fiamme, che infondono nei nuovi modelli di narrazione alcune reminiscenze delle avanguardie da cui provenivano. Hollywood è “la fabbrica dei sogni”, una sorta di paese delle meraviglie (o dei balocchi) in cui gli attori diventano leggenda e i film sono capaci di costruire un immaginario (ottimo anche per l’esportazione) che attraversa la grande depressione e il New Deal, la Seconda Guerra Mondiale e la nuova America del dopoguerra. Il cinema americano tra gli anni ‘30 e gli ‘50 è l’espressione di un’arte al massimo fulgore e di una potenza di fuoco industriale che non ha paragoni nel mondo culturale. Gli anni ‘60 porteranno i germi della novità, ammalando quel “corpo perfetto” e allo stesso tempo permettendogli una resurrezione al passo con i tempi che stanno cambiando.

Nessun altro Paese più degli Stati Uniti ha trovato nel cinema un mezzo di costruzione della propria mitologia, di racconto della prima società, di rappresentazione della propria identità. E, quasi inevitabilmente, nessun altro Paese più degli Stati Uniti ha contribuito a inventare e reinventare, definire e ridefinire il cinema – in quanto industria, tecnologia, forma di racconto, esperienza spettatoriale –, aggiornando continuamente la sua contemporaneità e vitalità.

Made in USA intende attraversare la storia del cinema statunitense, dalle origini, tra New York e Hollywood, ai giorni nostri, alle prese con la svolta algoritmica, privilegiando proprio il dialogo tra film e società, storia e rappresentazione, realtà e finzione. Gli Stati uniti, in fondo, sono anche una straordinaria, complessa, contraddittoria invenzione visiva, come il nostro presente testimonia benissimo.

120 min

Lingua: Italiano

Anno: 2026

Critica Dopo la prima grande rivoluzione del cinema, l’avvento del sonoro, Hollywood inizia una nuova fase e definisce quello che sarà il “canone” di riferimento per i manuali di storia. L’affermazione dei grandi studios, la definizione dello star system, la nascita di una nuova generazione di autori americani a cui si aggiungono quasi tutti i maggiori registi europei, in fuga dall’Europa in fiamme, che infondono nei nuovi modelli di narrazione alcune reminiscenze delle avanguardie da cui provenivano. Hollywood è “la fabbrica dei sogni”, una sorta di paese delle meraviglie (o dei balocchi) in cui gli attori diventano leggenda e i film sono capaci di costruire un immaginario (ottimo anche per l’esportazione) che attraversa la grande depressione e il New Deal, la Seconda Guerra Mondiale e la nuova America del dopoguerra. Il cinema americano tra gli anni ‘30 e gli ‘50 è l’espressione di un’arte al massimo fulgore e di una potenza di fuoco industriale che non ha paragoni nel mondo culturale. Gli anni ‘60 porteranno i germi della novità, ammalando quel “corpo perfetto” e allo stesso tempo permettendogli una resurrezione al passo con i tempi che stanno cambiando.

Nessun altro Paese più degli Stati Uniti ha trovato nel cinema un mezzo di costruzione della propria mitologia, di racconto della prima società, di rappresentazione della propria identità. E, quasi inevitabilmente, nessun altro Paese più degli Stati Uniti ha contribuito a inventare e reinventare, definire e ridefinire il cinema – in quanto industria, tecnologia, forma di racconto, esperienza spettatoriale –, aggiornando continuamente la sua contemporaneità e vitalità.

Made in USA intende attraversare la storia del cinema statunitense, dalle origini, tra New York e Hollywood, ai giorni nostri, alle prese con la svolta algoritmica, privilegiando proprio il dialogo tra film e società, storia e rappresentazione, realtà e finzione. Gli Stati uniti, in fondo, sono anche una straordinaria, complessa, contraddittoria invenzione visiva, come il nostro presente testimonia benissimo.
Sabato 28/03/2026
Lo Schermo Bianco - Bergamo
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