LET'S DANCE - Pier Maria Bocchi - Il bisbetico Adriano: uno, cento, mille Celentano

Durata: 120 min
Lingua: Italiano
Critica Musica, cinema, televisione. Adriano Celentano è stato l’icona transmediale più travolgente della storia cine-musicale italiana. Dal rock’n’roll al grande schermo, dalle serate in prime time su Rai 1 ai suoi messaggi pseudo-messianici, Celentano è ancora oggi un’immagine incasellabile, sfuggente, spinosa, che almeno per tre decenni, dagli anni ‘60 agli anni ‘80, ha rappresentato e “battezzato” come nessun altro il nostro immaginario: mito giovanile, “molleggiato”, attore per grandi autori (Pietro Germi, Alberto Lattuada, Dario Argento), campione d’incassi (Il bisbetico domato, Innamorato pazzo), regista di opere scomode e cult (Yuppi Du, Joan Lui), showman televisivo (leggendario il suo Fantastico del 1987, tra silenzi interminabili e polemiche), Celentano è un mistero senza soluzione, una scheggia nel fianco del sistema. Ha anticipato i tempi, li ha capiti e sfruttati, ha cavalcato le mode e ha colto dell’Italia non tanto i desideri quanto il bisogno di essere scossa. Restando sempre se stesso, anche a costo dell’isolamento.
120 min
Lingua: Italiano
Critica Musica, cinema, televisione. Adriano Celentano è stato l’icona transmediale più travolgente della storia cine-musicale italiana. Dal rock’n’roll al grande schermo, dalle serate in prime time su Rai 1 ai suoi messaggi pseudo-messianici, Celentano è ancora oggi un’immagine incasellabile, sfuggente, spinosa, che almeno per tre decenni, dagli anni ‘60 agli anni ‘80, ha rappresentato e “battezzato” come nessun altro il nostro immaginario: mito giovanile, “molleggiato”, attore per grandi autori (Pietro Germi, Alberto Lattuada, Dario Argento), campione d’incassi (Il bisbetico domato, Innamorato pazzo), regista di opere scomode e cult (Yuppi Du, Joan Lui), showman televisivo (leggendario il suo Fantastico del 1987, tra silenzi interminabili e polemiche), Celentano è un mistero senza soluzione, una scheggia nel fianco del sistema. Ha anticipato i tempi, li ha capiti e sfruttati, ha cavalcato le mode e ha colto dell’Italia non tanto i desideri quanto il bisogno di essere scossa. Restando sempre se stesso, anche a costo dell’isolamento.